9-13 e 15-18: queste le nuove fasce orarie di reperibilità.In una conferenza stampa a Palazzo Vidoni il ministro della Pa Renato Brunetta ha annunciato che tornano ad allargarsi le fasce di reperibilita' dei dipendenti pubblici in caso di malattia. Con un effetto a fisarmonica nel giro di un anno sono passate da quattro a undici ore, poi sono scese di nuovo a quattro (dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19) e ora saliranno a sette (9-13, 15-18). La nuova misura rientra nel decreto legislativo di attuazione della legge 15 del 2009, che verrà pubblicata sabato sulla Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore a metà novembre. Il provvedimento, infatti, dà al titolare della Pubblica amministrazione il potere di decidere sulle fasce orarie di reperibilità. La motivazione di questo futuro cambiamento è dovuto, secondo il Ministro,ad un nuovo incremento delle assenze, registrato nei mesi di agosto (+16,7 per cento) e settembre (+24,2), rispetto allo stesso periodo del 2008 e dopo oltre un anno di forti riduzioni. Ma lo stesso Ministro si è chiesto il perchè di questa inversione di tendenza? Le forti riduzioni iniziali non erano state determinate dall'effetto annuncio, con quel che ne è seguito, fin al di sotto della soglia fisiologica per poi assestarsi, così come sta avvenendo, su livelli " normali"? E' solo così che il Ministro intende aumentare l'efficienza della P.A.? Quando metterà mano al controllo dei sigg. Dirigenti superpagati e svincolati da qualunque obbligo di orario di lavoro? L'opinione pubblica sa che i Dirigenti non hanno alcun tipo di controllo sulle presenze? Il Ministro ha introdotto un ferreo sistema di valutazione dei dipendenti con esclusione da remunerazione accessorie il personale meno produttivo ed efficiente, perchè non si procede analogamente con i Dirigenti? Ed i parlamentari ed i loro portaborse a chi devono dar conto della loro attività e delle loro presenze? Il posto di parlamentare assomiglia al premio del nuovo gioco Win for life con la differenza che è molto più remunerativo e divertente.
Un ultima considerazione la riservo per i costi di queste operazioni di " allargamento" degli orari di reperibilità del personale ammalato :il nostro ministro Brunetta lo sa che tutte le strutture pubbliche hanno speso un bastimento di soldi per mandare le visite fiscali in tutti (compresi quelli nei quali già c'era una diagnosi di convalescenza in seguito a interventi chirurgici eseguiti in strutture pubbliche) i casi fino a giugno e che per reperire questi medici fiscali sono stati scoperti servizi ambulatoriali e di guardia medica? Già, perchè allargare le fasce orarie, a prescindere dalle visite, vuol dire pagare più ore al personale medico e distrarlo da altri compiti.
Fonte: Farinamichele
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