mercoledì 24 dicembre 2014

Sanità, in Toscana via libera alle tre mega Asl

Imminente l’approvazione della riforma: da marzo i vertici delle aziende sanitarie saranno sostituiti da un commissario






FIRENZE. È in dirittura di arrivo la riforma sanitaria regionale. La proposta di legge ha bisogno di qualche ritocco e la giunta toscana la porterà in consiglio a gennaio. I tempi stringono. La legge di stabilità taglia le spese per oltre 400 milioni. E la sanità pesa per quasi il 68% sul bilancio regionale. I tempi di approvazione delle legge: al massimo febbraio. I contenuti sono delineati.
Riduzione delle aziende da 12 a 3. Il primo punto è segnato dalla riduzione delle aziende sanitarie territoriali da 12 a 3, corrispondenti alla aree vaste in cui è suddiviso il territorio. Entreranno in servizio dal primo gennaio 2016. E si chiameranno Azienda unità sanitaria locale: Toscana Centro (Firenze, Prato, Pistoia e Empoli), Toscana Nord Ovest (Lucca, Massa e Carrara, Versilia , Pisa, Livorno) e Toscana Sud Est (Siena, Arezzo e Grosseto).
Via i vertici attuali da marzo. Consiglio regionale permettendo, da marzo 2015 cala la mannaia sui vertici attuali delle 12 aziende sanitarie. Spariscono i direttori generali, i direttori amministrativi, i direttori sanitari e i direttori dei servizi sociali. Al loro posto arriva un commissario unico per ciascuna area vasta. Sarà nominato dal presidente della giunta regionale e avrà come aiuto un vice-commissario per ognuna delle 12 aziende sanitarie. Svolgerà il ruolo di accompagnatore dei servizi sanitari verso la fusione e la riorganizzazione nelle tre nasciture mega aziende.
Le aziende ospedaliere rimangono. Le tre aziende ospedaliero universitarie, Pisa, Firenze Careggi e Siena, non saranno toccate. Lo stesso per l'ospedale pediatrico Meyer. Ma dalla primavera arriverà un commissario per la programmazione che entrerà a regime come direttore generale di area vasta. Opererà per evitare la sovrapposizione delle attività delle tre aziende di area vasta con quelle universitarie. La regìa sarà affidata alla Regione con un comitato strategico regionale ed un comitato di guida. Il comitato strategico avrà un valore politico. Vi siederanno il presidente Rossi - qualcuno già lo definisce un super commissario - gli assessori competenti, i rettori e i presidenti delle associazioni di comuni. Il comitato di guida invece sarà composto da tecnici.
L'obiettivo era più ambizioso. La Regione Toscana voleva spingersi oltre. Realizzare tre sole grandi aziende territoriali. Via le 12 Asl. Via le tre aziende ospedaliero universitarie. Un emendamento alle legge di stabilità nazionale presentato assieme al Friuli Venezia Giulia con il beneplacito della Conferenza delle Regioni, chiedeva al governo piena potestà di legiferare in materia di sanità. Ma avrebbe sorpassato la stessa legge nazionale e messo in difficoltà i ministeri della Sanità e dell'Università. Così non se n'è fatto di niente, ma si è trovata una strada laterale. Quella della programmazione di area vasta.
Fonte: Il Tirreno

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